Mancanza di prevenzione

Ogni anno, che ci siano tanti o pochi funghi, si verificano in Italia migliaia di casi di avvelenamento.

Altri, più leggeri, non vengono (paura? pigrizia? disinteresse?) nemmeno denunciati e passano così inosservati e non registrati.

Siamo nel terzo millennio, in un’epoca definita moderna e “tecnologica”, ma la gente muore ancora per i funghi! Perché? L’Italia è l’unico Paese al mondo che da secoli consuma abitualmente i funghi, e non per necessità alimentari!

Le ragioni: tradizioni storiche e abitudini gastronomico-alimentari radicate e tramandate da secoli in ogni regione. E’ chiaro che l’Italia, per la sua conformazione geografica, così allungata da Nord a Sud, dalle Alpi al centro del Mediterraneo, presenta tantissimi ambienti idonei alla crescita di molte specie gastronomicamente pregiate, ma non solo quelle!

Nel bel Paese sono presenti tutti o gran parte dei più noti funghi velenosi, inclusi quelli mortali! Ma perché la gente continua ad avvelenarsi e spesso a morire, magari solo per colpa di un piccolo funghetto di 50g.? Perché c’è troppa superficialità e una pressoché totale mancanza di informazione e, peggio, di prevenzione. In Italia la prevenzione è quasi inesistente: si parla di un problema solo quando è accaduto, ma nulla si fa per evitare che accada. E così fanno i mas-media: inchieste, dibattiti, servizi speciali, parole … parole, sempre dopo e mai prima. Gli oltre 250 Gruppi Micologici presenti sul territorio nazionale ogni anno organizzano, chi più chi meno, corsi di micologia, corsi di aggiornamento o di formazione, mostre micologiche etc., ma non basta, la gente continua a morire.

La prevenzione non è mai abbastanza, i controlli sono troppo pochi e le leggi … lasciamo perdere! Le informazioni e i dati sui funghi che i mas-media trasmettono al pubblico sono insufficienti e talvolta inesatti. I quotidiani da un lato informano positivamente sull’emergenza funghi, mettendo in guardia la gente sulla presenza e sulla diffusione momentanea di funghi velenosi (Amanita phalloides in particolare), ma dall’altro nulla o quasi dicono su come identificarli, dove rivolgersi e cosa fare in caso di avvelenamento; non solo, a volte i nomi sono storpiati o confusi tra loro, e quello che è più grave, la mortale Amanita phalloides, il più comune fungo “killer” presente nel nostro Paese, viene spesso identificata come quel fungo … “rosso con i pois bianchi”!! Come se l’Amanita muscaria fosse il più pericoloso dei funghi!

Forse è questa la ragione per la quale la gente inesperta non tocca la “rossa muscaria”, facilmente riconoscibile, ma raccoglie invece la micidiale phalloides più invitante e soprattutto più confondibile con altre.

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