Coprinus comatus

Nome Latino: Coprinus comatus

Nome Italiano: Coprino chiomato, Agarico chiomato, Fungo dell’inchiostro.

Commestibilità: eccellente, anche crudo purché le lamelle siano completamente bianche, senza la minima sfumatura rosata.

Descrizione: alto fino a 20 cm.; cappello prima ovale richiuso sul gambo, poi campanulato con orlo in sù; a maturarione si liquefa partendo dal margine sotto forma di inchiostro nero e si riduce infine ad un cerchietto irregolare in cima al gambo; da giovane bianco candido, bruno ocra al centro, coperto di squame rettangolari prima bianche e attaccate al cappello, poi un pò  ocracee al margine e tendenti a sollevarsi.

Gambo cilindrico, ingrossato al piede, cavo, bianco lucido fibroso, con anello scorrevole piccolo e caduco.

Lamelle fittissime, prima bianche, poi si colorano di un rosa prima pallido poi via via più scuro fino a ridursi in liquido nero. Carne bianca, scarsa.

Caratteristiche peculiari: le squame sul cappello.

Varietà: la varietà Ovatus ha il cappello sferico, da giovane.

Si può confondere con: le decorazioni del cappello possono renderlo simile ad una grossa Lepiota, da cui differisce per il gambo cavo e non pieno, il cappello prima ovale e poi deliquescente.

Dove e quando cresce:nonostante il nome farebbe supporre di trovarlo soprattutto sul letame, il Comatus cresce sui prati, lungo i fossi, su terreni incolti, tra le erbacce o i roveti, nei giardini grandi e piccoli, con preferenza per i terreni grassi; spunta, spesso in numerosi esemplari, subito dopo la pioggia fin da marzo, poi si fa raro in estate, e ricompare in abbondanza in autunno; è comunissimo in , pianura, meno in montagna.

Come si raccoglie: gli esemplari giovanissimi si colgono interi, quelli più grossi, se non hanno esternamente alcun segno di deliquescenza, si impugnano in alto, gli si imprime una leggera rotazione (per staccare il cappello dal gambo) e si coglie il solo cappello, lo si osserva all’interno e lo si porta sulla mensa solo se non vi è, sulle lamelle, la minima sfumatura rosata. Il cappello del Coprinus va separato dal gambo anche perché, in questo modo, si rallenta leggermente il processo di deliquescena del fungo che è molto rapido.

Come si pulisce: sotto acqua corrente a getto debole perché è delicato; strofinare l’eventuale sporcizia con le dita, mai con coltellini o panni ruvidi.

Come si cucina: innanzitutto è buona norma precuocerlo il prima possibile perché questa specie deperisce in poche ore. Tagliare i cappelli in due metà nel senso delle lamelle e cuocerli con o senza aromi in poco burro fuso a fuoco vivo, voltandoli due o tre volte e salandoli a metà cottura: sono pronti quando è evaporata tutta la loro acqua naturale, cioè in 7/8 minuti.

coprinus comatus

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